n55 binario orientabile, binario trifase VbB, n55 parete soffitto orientabile, n55 sospensione speciale con trentotto su tige, nett uno, traccia sistema, trentotto, traccia terra, ecomini, micromen, 13x8, tracciapiù piantana speciale, lancillotto parete terra, arcoled, c sistema
la basilica di santo stefano è uno dei luoghi più noti, evocativi, amati e straordinari della città di bologna.
questo luogo unico al mondo è conosciuto anche con il nome di sette chiese. è un complesso monumentale, nato e sviluppatosi nel corso dei secoli, costituito effettivamente da diverse chiese unite fra loro da altri luoghi di culto: la chiesa del crocifisso, la cripta, la basilica del santo sepolcro, la chiesa di vitale e agricola, il cortile di pilato, la chiesa della trinità, il chiostro medievale, il museo e la chiesa detta della benda.
quando si è chiamati ad intervenire in un luogo come questo – sacro e quasi intoccabile – bisogna farlo in punta di piedi. il progetto della luce realizzato da marionanni in collaborazione con Viabizzuno ha fatto della delicatezza e della discrezione i suoi principi guida. la sfida progettuale è stata data anche dal fatto che gli ambienti in cui operare erano molti, ognuno unico a suo modo, con le proprie peculiarità e necessità.
il primo spazio è la chiesa del crocifisso. risalente all’VIII secolo, l’edificio ha subito molte trasformazioni lungo la storia e il progetto della luce artificiale ne ha tenuto conto. per la navata unica, le sorgenti di illuminazione sono n55 su binari trifase VbB perfettamente nascoste fra le travi in legno del soffitto. nei momenti in cui non si svolgono funzioni, restano accesi solo gli n55 perimetrali che valorizzano le opere d’arte poste ai margini dello spazio e sulle pareti. la zona del presbiterio fu aggiunta nel ‘600, per poi essere molto rimaneggiata tra fine ‘800 e inizio ‘900. il grande crocifisso del 1380 è illuminato da n55, n55 parete soffitto orientabile si integrata fra le cornici architettoniche e c sistema fornisce un’illuminazione diffusa sulla grande volta della cupola. ai lati dell’altare, tracciapiù piantana speciale con vetro decorativo dc01 e faretti trentotto garantisce un livello di illuminazione ulteriore per i leggii e le sedute.
nella cripta dell’XI secolo, data l’altezza limitata del soffitto, sono stati posti solo pochi elementi di n55. per fornire un’ulteriore fonte di illuminazione, in questo caso sono state collocate alcune traccia terra con faretti trentotto ed ecomini. una quinta di luce che valorizza la profondità dello spazio è data da c sistema, posizionato dietro l’altare.
proseguendo, si accede alla basilica del santo sepolcro. secondo la tradizione petronio, vescovo di bologna nella prima metà del V sec., costruì in questo luogo una copia della grandiosa basilica che l’imperatore costantino aveva edificato a gerusalemme sopra il luogo della crocifissione e sepoltura di cristo. quest’area in epoca romana era probabilmente stato un tempio dedicato alla dea iside. la struttura è costituita da un perimetro esterno a base ottagonale irregolare – nel soffitto del quale sono discretamente integrati i faretti nett uno 40 – e da un perimetro interno a base dodecagonale a sostegno della cupola.
l’edicola dell’XI secolo al centro dell’edificio contiene al suo interno la copia del santo sepolcro, ed è suggestivamente illuminata dall’alto, come farebbe la luce naturale, da faretti nett uno 80 collocati nel portico al piano superiore, che corre tutto intorno allo spazio. sui davanzali delle bifore, c sistema crea un’illuminazione diffusa sulle volte delle bifore stesse.
le lanterne storiche – già in passato adattate con lampadine a incandescenza – sono state restaurate e aggiornate con tecnologia Viabizzuno per renderle più sostenibili e più fedeli all’atmosfera di luce originariamente emessa.
adiacente alla basilica del santo sepolcro, vi è la basilica dei santi vitale e agricola risalente al V secolo. la chiesa venne rinnovata nell’VIII secolo e ricostruita nell’XI secolo secondo lo stile romanico-lombardo. si notano in tutta la struttura elementi di recupero tratti da edifici preesistenti. per rispettare la forte matericità del pavimento, delle pareti e delle colonne, e soprattutto per restituire uno scenario di luce artificiale in armonia con quello naturale, le principali sorgenti sono state poste sulla cornice superiore e forniscono un’illuminazione principalmente diffusa con l’impiego di n55 parete soffitto orientabile e arcoled. due sarcofagi posti nelle absidi laterali – sui quali spiccano bassorilievi di animali dal forte valore simbolico quali il cervo, il leone e i pavoni – sono illuminati con traccia sistema in versione speciale e faretti micromen posizionati su un solo lato per valorizzare la tridimensionalità della superficie. dietro ai sarcofagi, c sistema crea ulteriore profondità rischiarando delicatamente il fondale.
lungo le navate laterali, le opere d’arte ed i dettagli architettonici di rilievo sono illuminati da nett uno 40, il cui fascio è, sì, concentrato, ma mai abbagliante, tanto che il suo fuoco sfuma nell’ambiente e sulle pareti.
l’ambiente successivo alla basilica del santo sepolcro è il cortile di pilato. al centro del cortile è collocata una vasca in pietra calcarea dell’VIII secolo detta catino di pilato, illuminato da nett uno 100. il camminamento sotto al portico è illuminato da lancillotto parete, una soluzione di luce nata per un altro edificio storico – palazzo ancilotto a teviso, il cui restauro è stato realizzato da david chipperfield architects – caratterizzata da una linearità pulita ed una qualità della luce straordinaria, poiché basata sulla tecnologia di n55. grazie alla finitura pacata e al corpo lampada minimale che reinterpreta quello delle antiche torce, questa soluzione di luce riesce ad armonizzarsi perfettamente nell’architettura. le piccole cappelle a cui si accede dal porticato sono illuminate da traccia terra con faretti ecomini o trentotto.
attraversato il cortile, si giunge alla chiesa della trinità. oggi risulta molto complicata la lettura di questo luogo a causa delle numerose distruzioni e ricostruzioni avvenute nel corso delle epoche. attualmente si presenta come uno spazio diviso in cinque navate delimitate da colonne e capitelli romani di epoca romana. la peculiarità di questo spazio ha richiesto la realizzazione di un prodotto speciale: sfruttando la tecnologia di n55, è stata sviluppata una soluzione a soffitto che, con un rosone di pochi centimetri, potesse offrire una sorgente di luce diffusa – n55 sospensione – ed una di luce concentrata – faretto trentotto con tige.
dietro ai grandi pilastri principali che scandiscono le navate, traccia terra con 13x8 e trentotto forniscono illuminazione diffusa alle absidi e alle opere in esse collocate.
l’ultimo luogo nel nostro percorso di luce è il chiostro medievale. anche in questo caso, il camminamento sotto al portico è stato illuminato con nett uno 40, mentre per il pozzo al centro del cortile ed il campanile che svetta al di sopra sono stati impiegati nett uno 100, grazie al cui diametro superiore possono fornire una luce concentrata adeguatamente intensa anche se posizionati a diverse decine di metri di distanza.
il progetto, esteso su una superficie molto ampia e caratterizzato da ambienti tra loro estremamente diversi, ha richiesto l’impiego di numerosi apparecchi di illuminazione e la creazione di progetti di luce distinti. per rendere gli scenari luminosi facilmente gestibili e personalizzabili, sono state utilizzate soluzioni con accensione casambi controllabili tramite l’app Viascenario, il sistema wireless di gestione dell’illuminazione di Viabizzuno.